Quando la dieta diventa una punizione interiore


Quando sentiamo la parola “dieta” pensiamo subito al cibo. Pensiamo a privazioni, rinunce, regole da seguire e sacrifici necessari per raggiungere un obiettivo. Ma esiste una forma di dieta molto più sottile e spesso più dannosa: quella che imponiamo a noi stessi nel tentativo di diventare diversi da ciò che siamo.
Ogni volta che ci obblighiamo a essere qualcosa che non sentiamo autentico, stiamo mettendo una parte di noi a dieta.
Può accadere quando decidiamo che dobbiamo essere sempre forti, sempre produttivi, sempre disciplinati, sempre disponibili, sempre positivi. Ci convinciamo che alcune parti di noi siano sbagliate e vadano corrette, eliminate o messe a tacere.
In realtà, quelle parti non scompaiono. Rimangono dentro di noi e continuano a chiedere ascolto.


C’è stato un momento che ho creduto che per stare bene dovessi diventare una persona estremamente disciplinata e organizzata. Consideravo la mia spontaneità, la mia creatività e il mio bisogno di libertà come difetti da correggere. Così ho iniziato a impormi regole, schemi e comportamenti che non rispettavano la mia natura profonda.
Una parte di me era diventata una vera e propria dittatrice
Volevo essere estremamente efficiente, produttiva, capace di controllare ogni cosa. Ma dentro di me stava accadendo qualcos’altro.
Una parte importante del mio essere si sentiva esclusa, giudicata e rifiutata. Più cercavo di soffocarla, più aumentavano la tensione, la stanchezza e il disagio. Il mio corpo ha iniziato a manifestare quel conflitto interiore che la mente cercava di ignorare.


Ho iniziato ad avere sintomi evidenti, pressione alta, mancamenti, insonnia
È stato allora che ho compreso una lezione fondamentale: non possiamo guarire combattendo contro noi stessi.
Spesso crediamo che il cambiamento avvenga attraverso la forza di volontà e il controllo. Ma il vero cambiamento nasce dall’ascolto, dalla comprensione e dall’integrazione.
Non significa rimanere fermi o giustificare qualsiasi comportamento. Significa permettere a tutte le nostre parti di avere uno spazio, una voce e una dignità. Significa accompagnarci nella crescita invece di trascinarci con la forza.


Quando ho smesso di giudicare quella parte di me che desiderava leggerezza, creatività e spontaneità, qualcosa ha iniziato a cambiare.
Ho scoperto che potevo essere organizzata senza rinunciare alla libertà. Potevo essere disciplinata senza diventare rigida. Potevo evolvere senza tradire me stessa.
La guarigione è arrivata quando ho smesso di escludere una parte di me e ho iniziato ad accoglierla.
Forse anche tu, in questo momento, stai mettendo a dieta qualche aspetto del tuo essere. Forse stai cercando di diventare la persona che pensi di dover essere, anziché imparare ad ascoltare la persona che sei.


Questo anche quando inizi una dieta alimentare rigida, non ti accorgi ma stai punendo quella parte che per qualche motivo, ha mangiato troppo o male.
Prova a chiederti: quale parte di me sto giudicando? Quale parte sto cercando di nascondere o controllare? Cosa accadrebbe se invece di combatterla iniziassi a comprenderla?
Perché il benessere non nasce dalla guerra interiore.
Nasce quando smettiamo di dividerci tra parti giuste e parti sbagliate e iniziamo a riconoscere che ogni parte di noi ha qualcosa da insegnarci.
Non si guarisce eliminando ciò che siamo.
Si guarisce accogliendo tutto ciò che siamo, con amore, consapevolezza e rispetto.

Loriana